Crotone è una città di mare, ma alle spalle ha le colline del Marchesato e, più lontano, l'altopiano della Sila. La sua cucina nasce proprio da questo incontro: il pesce dello Ionio, i formaggi dei pastori, il peperoncino che in Calabria accompagna quasi tutto, i dolci legati alle feste religiose. Non serve cercare piatti complicati: la cosa più bella è assaggiare prodotti semplici, fatti bene, e capire da dove vengono. Ecco cosa tenere d'occhio durante il vostro soggiorno.
Il pesce dello Ionio
Crotone ha un porto e una lunga tradizione marinara, e il pesce resta il protagonista della tavola cittadina. Il pesce azzurro, come alici e sardine, è quello che più racconta la cucina di tutti i giorni: fritto, marinato, al forno con pangrattato e aromi, oppure come condimento per la pasta. Accanto a questo, a seconda della giornata e della stagione, trovate il pescato del momento, che è sempre la scelta migliore da chiedere a chi vende o cucina.
Un consiglio che vale ovunque sulla costa: lasciatevi guidare da ciò che c'è quel giorno, invece di cercare un piatto preciso. Il mare decide il menù, e i crotonesi lo sanno bene. Se preferite cucinare da voi, l'appartamento ha una cucina con piano a induzione e frigorifero: un pesce semplice in padella, con olio, limone e un po' di prezzemolo, è una cena che a Crotone ha tutto il senso del mondo.
Il Pecorino Crotonese DOP
Il formaggio simbolo del territorio è il Pecorino Crotonese, riconosciuto come Denominazione di Origine Protetta. Si produce con latte intero di pecora, proveniente da animali allevati nella zona indicata dal disciplinare: tutta la provincia di Crotone e alcuni comuni delle vicine province di Catanzaro e Cosenza.
Lo riconoscete dalla crosta segnata dai canestri in cui la cagliata viene messa a riposare. Il disciplinare ne prevede tre tipologie:
- fresco, dalla pasta tenera e dal sapore delicato, leggermente acidulo;
- semiduro, con una stagionatura tra i due e i tre mesi;
- stagionato, oltre i tre mesi, più deciso e adatto anche a essere grattugiato sulla pasta. Le forme stagionate più a lungo possono avere la crosta trattata con olio d'oliva.
Un buon modo per conoscerlo è assaggiarne due o tre stagionature una accanto all'altra: la differenza di carattere è sorprendente. Il pecorino fresco si accompagna bene con il pane e le verdure; quello stagionato regge il confronto con un bicchiere di rosso del territorio, di cui parliamo nell'articolo dedicato al Cirò e al Gaglioppo.
La sardella, il sapore più deciso della costa
Se c'è un prodotto che sorprende chi arriva da fuori, è la sardella, chiamata anche rosamarina o, scherzosamente, "caviale dei poveri". È una crema rossa e piccante preparata con pesce piccolissimo (il novellame di sardine o alici), peperoncino rosso macinato, sale e semi di finocchietto selvatico. È inserita tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Calabria ed è legata alla provincia di Crotone e alla costa ionica cosentina: diversi paesi, da Crucoli a Cirò Marina, ne rivendicano la paternità.
Si spalma sul pane, spesso con un filo d'olio, oppure si usa per insaporire la pasta. Tenete presente che la pesca del novellame è oggi regolata da norme molto rigide, per cui la disponibilità e le preparazioni possono variare: chiedete sempre come è stata fatta quella che vi viene proposta.
I dolci delle feste
A Crotone molti dolci sono legati a un momento preciso dell'anno. Il più identitario è la pitta 'nchiusa, che in città è conosciuta anche come la pitta della Madonna di Capo Colonna: una sfoglia di semola arrotolata a formare tante piccole rose, farcita di frutta secca come noci, mandorle e uvetta e completata con il miele. Si prepara soprattutto a maggio, il mese dedicato alla Madonna di Capo Colonna, ma nasce anche come dolce natalizio. Ne parliamo anche nell'articolo sulla festa di maggio.
A Pasqua compaiono la cuzzupa, un dolce di pasta lievitata in cui si incastonano uova intere, e le nepitelle, piccoli dolci ripieni tipici del Crotonese e del Catanzarese, dalla forma che ricorda un occhio socchiuso. Per le ricorrenze natalizie si trovano invece dolci fritti e al miele, raccontati nell'articolo sul Natale a Crotone.
Come organizzare gli assaggi
Il centro storico, dove si trova l'appartamento, si gira a piedi, e questo rende facile alternare una visita al Museo Archeologico o al Castello di Carlo V con una sosta per assaggiare qualcosa. Per il pecorino e i prodotti conservati vale la pena fare un giro tra negozi di alimentari e mercati, dove potete chiedere consiglio e acquistare quello che vi piace per portarlo a casa. Una sera, poi, potete apparecchiare con pane, pecorino di due stagionature, un vasetto di sardella e un vino del Cirò: una cena semplice che racconta il territorio meglio di molte parole.
Assaggiare Crotone partendo dal centro
San Pietro Suite Apartment è a 100 metri da Piazza Pitagora e ha una cucina con piano a induzione e frigorifero: comodo per chi vuole portare a casa i sapori del mercato.