Il Natale in Calabria si riconosce prima di tutto dal profumo. Nelle settimane che precedono le feste le cucine si riempiono di fritture, miele e frutta secca, e ogni famiglia custodisce le proprie ricette. Crotone non fa eccezione: trascorrere qui le feste significa conoscere una città più raccolta, lontana dal turismo estivo, e un calendario di tradizioni che va dall'Immacolata all'Epifania.
Le crispelle, il simbolo delle feste
Se c'è un piatto che rappresenta il Natale crotonese è la crispella, che in città si chiama crispedda. Sono frittelle di pasta lievitata, fritte in abbondante olio fino a diventare dorate: croccanti fuori e morbide dentro. Ne esistono versioni dolci, passate nello zucchero, e versioni salate, arricchite con acciughe, olive o altri ingredienti. Lo stesso impasto, nel resto della Calabria, cambia nome da zona a zona: a Catanzaro si parla di grispelle, nel Cosentino di cuddrurìaddri, nel Reggino di zippuli. Nomi diversi per una stessa idea di festa, semplice e condivisa, che attraversa tutta la regione.
La tradizione vuole che si preparino con una certa solennità per tutto il periodo delle feste: si comincia alla vigilia dell'Immacolata e si prosegue nei giorni di Santa Lucia, della vigilia di Natale, di Capodanno e dell'Epifania. Friggerle è anche un gesto di condivisione, perché le crispelle si offrono a parenti, amici e vicini.
La vigilia e il pranzo di Natale
Come in gran parte del Sud, la cena della vigilia in Calabria è tradizionalmente di magro, a base di pesce: tra i piatti ricorrenti ci sono le alici, preparate in vari modi, e il baccalà. Il pranzo di Natale, invece, cambia registro e porta in tavola pasta al forno, carni, salumi e formaggi. Ogni famiglia ha le sue varianti, e questo è parte del fascino: non esiste un menu unico, ma tante tavole diverse.
A tavola, in queste zone, il vino rosso del territorio ha un posto d'onore: il Cirò, prodotto a nord di Crotone, di cui parliamo nell'articolo sul Cirò DOC e il Gaglioppo.
I dolci natalizi calabresi
Accanto alle crispelle, le feste portano una lunga serie di dolci tradizionali, diffusi con nomi e forme diverse in tutta la regione:
- Pitta 'mpigliata: un dolce di sfoglia arrotolata e ripiena di noci, uva passa, frutta secca, miele e spezie come la cannella. È originaria di San Giovanni in Fiore, in Sila, ed è riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale.
- Turdilli: piccoli dolci fritti ricoperti di miele.
- Nacatole e scaliddri: dolci dalle forme intrecciate o a spirale, che secondo la tradizione richiamano la culla (la naca) di Gesù Bambino.
- Mostaccioli, crustoli e torroni, che completano il vassoio delle feste.
Molte famiglie li preparano ancora in casa, e nei giorni di festa è facile trovarli anche nelle pasticcerie e nei forni della città.
Presepi e atmosfera delle feste
Il presepe ha un posto importante nella tradizione calabrese: oltre a quelli allestiti nelle chiese, in diversi comuni della regione si organizzano presepi viventi, che trasformano per qualche sera vicoli e piazze dei borghi in scene della Natività. Gli allestimenti e le date variano ogni anno, così come gli eventi natalizi proposti in città: informatevi in anticipo sul programma.
Il centro storico di Crotone, con il Duomo e piazza Pitagora a circa 100 metri dall'appartamento, è il luogo ideale per vivere le celebrazioni religiose e per una passeggiata serale nei giorni di festa. Nelle giornate limpide d'inverno, anche una passeggiata sul lungomare o una gita a Capo Colonna hanno un fascino tutto loro.
Date e programmi di presepi, concerti ed eventi natalizi cambiano ogni anno: verificateli sempre sui canali ufficiali del Comune di Crotone, dell'Arcidiocesi, delle Pro Loco e degli enti organizzatori.
Le feste nel cuore della città
L'appartamento, con cucina attrezzata, è a circa 100 metri dal Duomo: una base raccolta per vivere il Natale nel centro storico di Crotone.